Progetto Erasmus: come viaggiare all’estero e cambiare la propria vita

Progetto Erasmus: come viaggiare all’estero e cambiare la propria vita

L’opportunità di viaggiare all’estero e cambiare la propria vita: in questo articolo vi racconto ciò che il progetto Erasmus è stato per me.

Non vi nascondo che sono molto emozionata, questo è il mio primo post sul blog e vorrei che fosse speciale anche per voi.

Per iniziare, vorrei parlare dell’esperienza da cui ha avuto origine il Tutto (e forse anche questo blog), l’onda che ha dato una brusca virata alla mia vita e l’ha indirizzata verso la persona che sono oggi: il mio Erasmus.
Se non ti interessa la mia storia ti consiglio di saltare tutta questa pappardella e andare alla fine del post; altrimenti, sono felice di condividere con Te la mia esperienza.

La mia passione di girare il mondo è nata nel 2010, quando al primo anno di triennale ho avuto la fortuna di ricevere dall’Università di Urbino una borsa Erasmus  di 9 mesi con destinazione Galway, Irlanda.

All’epoca non sapevo quanto l’Erasmus avrebbe cambiato la mia vita per sempre. A 20 anni non ancora compiuti, vivevo con i miei genitori e non sapevo assolutamente cosa volesse dire occuparmi di una casa, prepararmi il pranzo, fare una lavatrice… Devo ammetterlo, facevo la splendida vita di figlia unica stracoccolata.
I miei unici pensieri erano lo studio e la pallavolo: a quel tempo studiavo ed ero ancora un’atleta “seria”, per così dire, e giocavo in serie B2 nell’odierna società del Volley Pesaro (all’epoca Snoopy Pallavolo).
Non che non avessi mai pensato di fare un’esperienza fuori, avendo scelto Lingue fantasticavo spesso sul dove avrei potuto praticare, ma con l’impegno della pallavolo, un ragazzo e gli amici, la vita scorreva leggera e veloce.
Un giorno di marzo stavo andando a lezione, quando lessi di sfuggita il volantino che comunicava l’apertura dei bandi per l’assegnazione di borse di studio all’estero: Inghilterra, Irlanda, Francia, Germania, Svezia…. e così, senza pensare, mi diressi all’ufficio Erasmus e mi iscrissi, convinta che non avrebbero mai preso una studentessa del primo anno: nel 2010 le esperienze Erasmus non erano così diffuse come oggi, le borse erano poche e spesso riservate agli studenti della specialistica. E invece fui scelta.
Ricordo ancora la disperazione di mia nonna quando le comunicai che sarei partita per 9 mesi nella Terra dei Folletti; trovavo i suoi pianti e i suoi ammonimenti assolutamente esagerati (col senno di poi la capisco benissimo e sorrido di fronte a quella ragazzina ingenua costantemente in tuta).
Alla fine, il momento della partenza arrivò davvero e… beh, non posso raccontare 9 mesi in un post perché sarebbe il post più lungo della storia dei post, ma posso assicurarti che il mio Erasmus è stato una FIGATA ATOMICA. Il bilancio riassuntivo in brevissimo è stato più o meno questo: ho conosciuto persone fantastiche, ho imparato l’inglese, ho dato 11 esami e ho preso 7 chili di alcool e divertimento. Lo rifarei di nuovo più e più volte.



…..Ricapitolando:

COME UN PERIODO DI STUDIO ERASMUS ALL’ESTERO TI CAMBIA LA VITA:

Un’esperienza indimenticabile. Vivere all’estero per un certo periodo di tempo equivale a una centrifuga di emozioni, esperienze, confronti culturali e linguistici che sul momento non hai neanche la capacità di assorbire completamente. Quando sei all’estero la prima volta ti sembra di vivere in una realtà parallela dove tutto è nuovo e inesplorato: il paesaggio che vedi fuori dalla finestra, il supermercato vicino a casa, l’aria che respiri, i suoni che senti…. tutto è completamente diverso da quello che sei abituato a vivere tutti i giorni.

Una nuova lingua. Vivere all’estero ti permette di imparare una lingua straniera. Ti permette di leggerla, parlarla, masticarla e sognarla; anche se pensi di non essere portato all’apprendimento di una nuova lingua, credimi che quando ti scappa la pipì fortissimo e nessuno ti capisce, quelle quattro parole per cercare il bagno le ricorderai per sempre!
Il classico consiglio che ti verrà dato è quello di passare più tempo possibile con i ragazzi di altri Paesi in modo da non parlare mai la tua lingua nativa. Ok, tutto vero, ma credo anche che non sia necessario rinnegare improvvisamente la tua etnia per evitare il contagio dell’italiano: occorre darsi un equilibrio, cercare di frequentare parecchi corsi in lingua, studiare costantemente e praticare in tutte le occasioni… questo non vuol dire che non puoi fare amicizia con ragazzi italiani, anche perché saranno gli unici che ti capiranno quando lamenterai astinenza di vero caffè espresso.

Svegliati! Trovarsi da soli in una terra sconosciuta ti fa crescere velocemente: imparerai che dopo due settimane i vestiti non si lavano da soli e il cibo non appare magicamente in tavola (invece per quanto riguarda i drink, quelli chissà perché in Erasmus non mancano mai…). A meno che tu non voglia mangiare ogni sera sacchetti di patatine e cibi confezionati, imparerai a tue spese cosa significa occuparsi di te. Come premio per questa botta di responsabilità ci guadagnerai in indipendenza: non dovrai rendere conto a nessuno (nessuno!) di orari da rispettare, coprifuoco, doveseicosafaiquandotorni ecc… Il che sarà la tua fine quando tornerai a casa e non sopporterai più di vivere in casa con i tuoi, ma non voglio guastarti il momento.

Nuove amicizie. InErasmus conoscerai un sacco di gente. Ovviamente l’interazione con le altre persone dipende anche dal carattere più o meno espansivo di ognuno di noi, ma non c’è occasione migliore di un posto dove non ti conosce nessuno per vincere la timidezza e stringere amicizie. Se proprio ti risulta difficile, ricorda che hai il dovere morale di insegnare a tutti gli studenti non italiani come si cucina una vera Carbonara, anche se sei vegetariano… mi spiace ma questa è cultura generale!!!
Alla fine del tuo Erasmus avrai conosciuto persone incancellabili dal tuo cuore, avrai scoperto l’esistenza di una cittadina sconosciuta della Finlandia dove abita il tuo compagno di corso e avrai un sacco di posti dove alloggiare gratis per i tuoi viaggi futuri in giro per l’Europa!

Conosci te stesso. Last but not the least, l’Erasmus ti fa conoscere te stesso. Non saranno sempre rose e fiori, ci saranno i giorni in cui non capisci nulla di quello che i madrelingua ti dicono, arriveranno i momenti dove la nostalgia di casa punge la gola e il groppo allo stomaco non si scioglie… eppure, se riuscirai a farti coraggio e a tenere duro, alla fine del percorso quella persona che vedi allo specchio tutti i i giorni sarà un vecchio amico sul quale potrai contare per il resto della vita.

Spero di aver trasmesso almeno una piccolissima parte di quello che l’Erasmus ha significato per me e per tante persone di mia conoscenza che si sono buttate a capofitto in questa avventura. E’ stato l’inizio di una scoperta più profonda di sé e del mondo, l’accensione di un fiammifero che oggi è diventato un fuoco che arde di curiosità e ricerca, e che i diversi viaggi continuano ad alimentare.

“Io non sono più la stessa dopo aver visto la lucentezza della luna dall’altra parte del mondo.”

Un abbraccio,

Sara

Sono un'ottimista razionale.

Comments (2)

  1. Non mi hai mai detto CHE avevi un blog. Bellissimo post. Mi ha fatto rivivere quei bellissimi momenti. Che storie emozionanti. Manchi tanto SARA. Ti voglio bene!

    Rispondi
    Will Piper - 6 Maggio 2018
    1. Ciao mitico Will,

      Grazie per le tue parole, del resto sai bene di cosa parlo visto che tra le righe del post ci sei anche tu…

      Ti voglio bene Amico Mio!

      Rispondi
      Sara Antonioli - 30 Dicembre 2018

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