Il potere delle abitudini: come ho trovato la giusta gratificazione (ovvero quando il cibo ti fa andare in palestra)

Il potere delle abitudini: come ho trovato la giusta gratificazione (ovvero quando il cibo ti fa andare in palestra)

In questo articolo vediamo nella pratica cosa ci serve per instaurare una nuova abitudine.

Questo post sarà diverso dal solito perché parla di come ho messo in pratica nella vita reale il contenuto di un libro che ho letto, ottenendo il risultato che mi ero prefissata. A gennaio ho letto, o meglio ascoltato, il libro Il potere delle abitudinidi Charles Duhigg nel tragitto in macchina per andare al lavoro. Ho utilizzato l’app di Audible: mai avrei pensato di iniziare con gli audiolibri ma devo ammettere che mi hanno letteralmente svoltato alcune parti della giornata che non avrei potuto sfruttare in altri modi.

Ma non voglio divagare… iniziamo!

IL PROBLEMA

Come ormai sapete per anni sono stata una sportiva a livello agonistico. La mia abitudine era quella di fare sport giornalmente diverse ore al giorno e la settimana era dedicata alla preparazione della gara del sabato successivo. Poi però, quando ho iniziato a viaggiare tanto per lavoro, ho appeso le ginocchiere al chiodo e mi sono iscritta in palestra per mantenere l’attività fisica.

I primi due anni sono filati lisci grazie alla disciplina ferrea a cui la Sara pallavolista era abituata: sono riuscita a mantenere una costanza di 3 allenamenti a settimana. Quando ero fuori per lavoro, prenotavo sempre un hotel con la palestra e, se questa non era disponibile, uscivo a fare qualche km di corsa appena finiti gli incontri con i clienti.

Solo ora mi rendo conto di quanto la disciplina ti renda praticamente inarrestabile.

Poi però pian piano la routine di tutti i giorni, la stanchezza post lavoro e la mancanza di un vero obiettivo adrenalinico hanno preso il sopravvento, fino a quando, un giorno, mi sono resa conto che erano passate addirittura settimane dall’ultima volta che mi ero allenata.

L’OBIETTIVO

Il mio obiettivo era quello di ripristinare l’abitudine di andare in palestra due volte a settimana durante la pausa pranzo (lavoro come export manager in un’azienda). E’ qui che è entrato in gioco il libro “Il potere delle abitudini”. Premesso che è un libro che consiglio di leggervi, in questa occasione andrò subito al punto.

In sintesi, per instaurare qualsiasi tipo di abitudine abbiamo bisogno di due cose: un segnale e una gratificazione.

  • Il segnale è quella miccia che ti ricorda di dover innescare l’abitudine. Sembra una cosa insignificante, in realtà è fondamentale: quando dobbiamo instaurare un processo nuovo e abbiamo giornate complicate, spesso ce ne dimentichiamo.
  • La gratificazione invece è il premio che ripaga lo sforzo e che demolisce tutte le obiezioni che la nostra mente ci proietta davanti quando dobbiamo iniziare qualcosa di faticoso.

Nel mio caso, il segnale era semplice: dovevo preparare la borsa della palestra già dalla sera prima e lasciarla pronta vicino alla porta per la mattina successiva, così da ricordarmi di dedicare una fetta della giornata all’allenamento. Il problema però era che negli ultimi tempi caricavo la borsa in macchina e poi in pausa pranzo decidevo di rimanere in ufficio per lavoro extra oppure di passare a casa a riposarmi.

L’inghippo era quindi la gratificazione: la motivazione di tornare a sentirmi in forma come quando facevo sport regolarmente non era tale da farmi prendere quella decisione specifica alle 12.30 dopo 4 ore di ufficio quando avevo solo voglia di riposarmi. Inoltre, la mia mente aveva delle obiezioni: allenarmi in pausa pranzo avrebbe significato prepararmi da mangiare la sera prima, attività che avrebbe eroso ulteriore tempo di quello, già scarso, a disposizione; oppure avrei dovuto comprarmi un panino al volo post palestra al bar, che non è certo un esempio di pasto sano ed equilibrato (della serie, e allora che caxxo vado in palestra a fare?!).

LA SOLUZIONE

Le soluzioni più semplici sono spesso quelle più efficaci: una mia collega ha trovato una gastronomia vicina alla palestra che prepara piatti super sani, ma sostanziosi e gustosissimi. Grazie all’app della gastronomia che offre servizio a domicilio, il giorno prima dell’allenamento abbiamo iniziato a prenotare per farci portare il cibo in palestra per quando avremmo finito la lezione. Risultato: ho iniziato ad allenarmi in modo costante due volte a settimana! Fidatevi che la gratificazione di mangiare qualcosa di buono che arriva in palestra e il fatto di aver già pagato il pranzo farebbe muovere anche i culi più sedentari (si può dire!?).

Riassumendo il tutto, come ho fatto a “reinstallare” l’abitudine di fare sport regolarmente e andare in palestra?

  1. Ho implementato un segnale;
  2. Ho trovato la gratificazione giusta, quella che mi ha reso “padrona” nell’impartirmi il comando di andare in palestra, mi ha reso “schiava” nel momento dell’esecuzione e ha anche risolto tutte le mie obiezioni.

Mi auguro che questa tecnica segnale – gratificazione vi possa essere utile se state pensando di implementare una nuova abitudine non necessariamente legata alla palestra: è estremamente versatile e potete iniziare a testarla su diversi campi.

Qual è l’abitudine che avete volutamente acquisito e che vi rende più fieri di voi? Come siete riusciti a implementarla? Scrivetemi pure nei commenti delle tecniche che per voi hanno funzionato!

Un abbraccio Smisurato,

Sara

Sono un'ottimista razionale.

Comments (4)

  1. Fantastico articolo!
    Grazie Sara per i preziosi consigli, leggero’ senz’altro anche il libro che ti ha ispirata!

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    Sabrina ciccarelli - 27 Ottobre 2020
    1. Cara Sabry,
      Il potere delle abitudini ha impattato nella pratica la mia vita e il mio modo di pensare. E’ incredibile realizzare che la disciplina “non serve” se instauriamo le giuste abitudini!
      Buona giornata cara

  2. Grazie Sara! Ottimo consiglio! Sono bloccata nell’allestimento e rimando e rimando… Cercherò di metterlo in pratica!
    Mi piacerebbe tornare a correre e fare yoga regolarmente! Ci Provo! ❤️

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    Stella - 2 Gennaio 2021
    1. Ciao cara Stella,
      iniziare è il 60% dello sforzo. Scegliti un “segnale” e quando si presenta, assecondalo!
      Buona pratica 😘

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