Il lato oscuro della trasferta di lavoro

Il lato oscuro della trasferta di lavoro

Ottobre 2019di mattina (troppo) presto La sveglia suona alle 5 in punto e io mi sento morire. Oggi non ce la faccio. Rimango a letto. Intorno a me è tutto buio e sento l’odore dei mobili vecchi. Odio questa camera d’albergo, pagata una follia per i servizi che offre. Dall’esterno l’hotel non sembrava male, tutto riverniciato con una bella insegna. Alla reception mi hanno accolto due ragazze gentili vestite di tutto punto, ma il primo campanello d’allarme ha suonato nella mia testa quando ho ricevuto la chiave della camera: un sasso di 3 kili con una chiave arrugginita appesa, segno inconfutabile che la porta a cui appartiene il chiavistello risale almeno a 30 anni fa. Ho rimpianto, mio malgrado, la chiave magnetica, che per quante bestemmie mentali generi ogni volta che si smagnetizza lasciandoti fuori (e allora alle 23.30 di sera devi andare in receptioninterrompere la partita a Hertz del receptionist di turnodargli la tesseracomunicargli il numero di stanza che non ti ricordipoi ci si mette anche lui “signora l’ha avvicinata bene?”e tu “Sì, l’ho avvicinata bene e “signora” lo dice a sua madre”allora lui la magnetizza stizzitoe finalmente puoi entrare in camera tua) è il simbolo di un rinnovo recente. […]